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Il Blog di Karine

LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI: IL FUTURO DELL’EXPORT

Le piccole e medie imprese italiane che fanno maggiore ricorso agli strumenti digitali come i software e la rete sono anche quelle che, negli ultimi anni, hanno saputo intrattenere migliori relazioni con l’estero, incrementando parallelamente anche il volume delle proprie esportazioni. E’ quanto emerge da una relazione recentemente condotta da Doxa per conto di Google, su un campione di oltre 5.000 PMI di piccole e medie dimensioni.

L’analisi risulta oltremodo interessante se si considera che le nostre imprese sono quelle che probabilmente in Europa hanno il più basso tasso di internazionalizzazione e soprattutto un grado di digitalizzazione ancora poco soddisfacente, considerando anche i numerosi incentivi e le varie agevolazioni poste sia a livello nazionale che europeo per favorire l’innovazione tecnologica all’interno delle aziende.

Quello che emerge in modo prepotente dall’indagine è che la correlazione fra digitalizzazione ed internazionalizzazione è probabilmente legata ad una motivazione di tipo culturale: quello che infatti fa sì che le aziende maggiormente digitalizzate siano anche più pronte ad intrattenere maggiori rapporti con l’esterno è l’acquisizione, tramite l’uso di internet e della rete, di una mentalità più aperta che predispone al contatto con realtà diverse e più sviluppate.

Tuttavia la digitalizzazione dell’impresa è in grado di facilitare le relazioni internazionali e, per questa via, incrementare le esportazioni, anche in virtù di altri fattori. Il primo di questi è rappresentato quasi certamente dal fatto che l’uso delle nuove tecnologie informatiche non solo permette di gestire meglio il rapporto coi propri clienti e fornitori, liberando risorse per potersi dedicare ad altre attività e soprattutto per poter includere, nelle proprie relazioni commerciali, nuovi soggetti non necessariamente vicini fisicamente. Il grado di innovazione aziendale, soprattutto se oltre che nella parte hardware prevede anche un massiccio ricorso a nuovi software gestionali, ottimizza certamente anche la gestione degli ordini e dei relativi pagamenti, permettendo agli uffici commerciali di dedicarsi con più attenzione alla pianificazione di strategie maggiormente invasive nei confronti anche di nuovi mercati.

Ma la digitalizzazione è in grado di influenzare in modo positivo le relazioni con l’estero anche a causa di altri fattori quali, ad esempio, alla maggiore attenzione posta dall’impresa stessa nei confronti della propria immagine. Le imprese che hanno infatti un proprio sito aziendale e lo usano a scopi promozionali sono quelle che probabilmente hanno anche maggiori chance di ottenere maggiori consenti sui mercati esteri. L’uso ad esempio di interfaccia multilingua rappresenta certamente un ottimo strumento per favorire il carattere internazionale di un’azienda rispetto a quella che invece si presenta come strettamente legata alla proprie radici territoriali e linguistiche. Anche se il Made in Italy continua ad essere apprezzato all’estero per la propria genuinità ed artigianalità, è pur vero che per avvicinarsi ai mercati internazionali è necessario saper parlare una lingua comune che non tutte le piccole e medie aziende italiano utilizzano e comprendono.

Occorre, infine, sottolineare un altro aspetto importante della relazione fra internazionalizzazione e digitalizzazione: si tratta del ricorso sempre più massiccio anche da parte delle aziende italiane al commercio elettronico. Molte aziende nostrane hanno infatti recentemente affiancato ai canali di vendita tradizionali anche la vendita on line: questo senza dubbio permette di raggiungere un target più ampio, e soprattutto avvicina i propri prodotti e servizi ad un numero di potenziali clienti sempre maggiore e non necessariamente vicini geograficamente. E’ evidente che ciò che fa la differenza per il successo di un’impresa sono sempre e comunque le strategie di prezzo e prodotto, tuttavia anche la possibilità di sfruttare nuovi canali di vendita quali quelli offerti dallo shopping on line possono incidere profondamente sull’incremento dei fatturati. Questo fa sì non solo che le aziende che investono sull’e-commerce possano, in tempi relativamente rapidi, ottenere maggiori risorse per investire nell’internazionalizzazione e nell’apertura verso nuovi mercati, ma produce anche per default nell’azienda stessa un maggiore interesse ad avere un’immagine più internazionale e meno legata al territorio.

Si tenga presente, naturalmente, che questi processi sono però molto lunghi, e dato che la digitalizzazione delle imprese italiane, soprattutto in quelle di piccole o piccolissime dimensioni, risulta ancora molto scarsa e a macchia di leopardo, è probabile che nel futuro la relazione fra internazionalizzazione e innovazione digitale tenda ad incrementarsi, oppure ad affievolirsi, qualora ad esempio tenda ad essere data maggiore attenzione ad alcuni elementi come ad esempio la riscoperta di mercati locali e dei così detti prodotti a chilometri zero.

Tutto questo evidenzia ancora una volta come anche nelle relazioni di tipo commerciale siano importanti i condizionamenti di tipo culturale: l’approdo delle PMI nostrane ad una mentalità del tutto innovativa e internazionale è probabilmente ancora un obiettivo molto lontano da raggiungere, ma, almeno stando ai risultati fino a qui delineati, alcune di esse sembrano già essere sulla buona strada. Anziché rimanere sulla porta a guardare, tutti coloro che vogliono fare impresa, e in particolar modo le start up o le imprese innovative, dovrebbero guardare ai mercati esteri con interesse ed attenzione, senza avere freni ed inibizioni, in quanto la nuova frontiera del business, soprattutto nel settore commerciale, è rappresentata dall’individuazione di un target sempre più esteso e per l’appunto digitalizzato, che utilizza i siti internet e i profili social delle imprese per selezionare i prodotti da acquistare e privilegia lo shopping on line come modalità di acquisto, spesso attuata anche attraverso smartphone e tablet. Dato che consumatori di questo tipo si trovano più all’estero che da noi, sarebbe davvero un peccato negarsi la possibilità di intrattenere rapporti con l’estero più interessanti e pervasivi sfruttando al meglio le nuove tecnologie.

Fonte: nexo magazine

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